mercoledì 30 maggio 2012

RAGGIUNGI L’OBIETTIVO FINALE CON LA DIETA COMPORTAMENTALE! TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE PER AFFRONTARE UNA DIETA CON CONSAPEVOLEZZA E SERENITA’



Migliorare la propria alimentazione significa migliorare il proprio modo di essere, di presentarsi agli altri, di vivere.Essere protagonisti della propria alimentazione significa essere protagonisti della propria vita.


La dieta comportamentale si rivolge a tutti coloro che non vogliono limitarsi a dimagrire, per poi ritrovarsi punto e a capo, ma vogliono capire cosa c’è dietro il proprio sovrappeso, e che desiderano affrontarlo in modo costruttivo, con pazienza, determinazione, e disponibilità al cambiamento.

Cambiare. Nella vita e nella testa.

Agire sul proprio modo di vedere le cose e sul proprio comportamento.
Seguire una dieta comportamentale significa cambiare il proprio stile di vita, per arrivare ad una piena autogestione alimentare.



Recuperare un corretto rapporto con il cibo, sia in un’ottica di dimagrimento , sia in una di recupero di una sana e corretta nutrizione, è alla base della prevenzione delle malattie e fondamenta di una buona salute individuale.

Ognuno di noi deve divenire il protagonista della propria alimentazione, e non il soggetto passivo di schemi dietetici vissuti come impropri e costrittivi, innaturali e inadatti al proprio modo di essere e di vivere.

Una dieta non deve essere vissuta come una semplice privazione alimentare, ma come il passaggio indispensabile per fruire di una vita migliore.

Stiamo assistendo al rifiorire di un approccio alla salute naturalistico, volto espressamente a ricondurre l’uomo moderno della civiltà dei consumi ad un profondo rispetto della Natura, cioè al recupero di quei valori naturali che consentono tra l’altro, il conseguimento, di un salutare benessere psico-fisico, durevole e alla portata di ognuno.

Le nostre abitudini alimentari sono parte integrante di questo processo. L’equilibrio mente – corpo e il benessere psicofisico sono in strettissimo rapporto con le nostre scelte alimentari, spesso più influenzate dalla testa (fame nervosa) che dalla pancia (fame naturale).

Del resto già i latini avevano sottolineato la reciproca influenza tra benessere fisico e psichico, sintetizzandola nella famosa massima mens sana in corpore sano.

Oggi più che mai assistiamo al fatto che sempre più sforzi sono rivolti al raggiungimento di una buona forma fisica e al suo mantenimento nel tempo. Esiste infatti un’indiscutibile relazione tra forma fisica e stato di salute: quanto migliore è la forma fisica, tanto minore è il rischio di malattia e tanto maggiore l’aspettativa di vita individuale.

Lo stile di vita influenza lo stato di salute più di qualsiasi medicina.
Per troppo anni la salute è stata concepita unicamente come una condizione di assenza di malattia, ma è un concetto limitativo. Negli ultimi anni, la definizione di salute è stata estesa, così da includere, oltre al benessere fisico, anche quello mentale: la necessità cioè di essere anche tonici, pieni di energia, frizzanti. Oggi lo stato di benessere è così visto come un’entità dinamica, un processo nel quale, individuo diventa responsabile della sua stessa salute.

Occorre tenere bene a mente che la salute può essere considerata come “la prima di tutte le libertà”.

A seguito dell’incremento del benessere economico, accanto alla salute fisica e a quella mentale si è aggiunta la cosiddetta “salute estetica”, cioè lo stare bene nel proprio corpo. Questa nuova esigenza ha determinato una rinnovata attenzione all’ aspetto fisico, e una crescente attenzione all’alimentazione e alle diete.

Ma fare una dieta restrittiva, perdere peso velocemente per poi recuperarlo altrettanto velocemente, non è la via giusta, sopratutto se teniamo in considerazione anche il nostro equilibro mentale e la nostra salute.
In quest’ottica iniziare una dieta significa cercare di modificare il proprio comportamento parallelamente a scelte nutrizionali correttamente impostate. 

A sua volta, modificare il proprio comportamento significa attuare una serie di strategie finalizzate al cambiamento, così che la persona che acquisisce una nuova linea, una silhouette più magra, nel contempo abbia anche potuto acquisire modalità relazionali il più possibile indipendenti dal cibo, nel loro insieme più normali.

Ecco che il controllo del proprio ambiente alimentare risulta essere così un elemento di una più globale strategia, necessaria per la riuscita finale del trattamento dietoterapico comportamentale.

Infatti il comportamento alimentare nasce sempre da una determinata situazione ambientale: mangiare a casa propria invece che in mensa o al bar, mangiare da soli invece che in compagnia, concentrare l’alimentazione in poco tempo invece che in uno spazio temporale prolungato. Ma non solo, la pasticceria lungo il tragitto per andare al lavoro, il mega vaso di nutella comprato apparentemente per i figli, il pilucca mento continuo davanti il televisore, la necessità di mangiucchiare mentre si studia tra le mura domestiche…

Tutti esempi che rimarcano come le situazioni abbiano una grande influenza, diretta o indiretta, sulla quantità e sulla qualità delle proprie scelte nutrizionali. Individuando questi collegamenti, tra situazioni ambientali e cibo, si riuscirà via via a controllare sempre meglio il proprio ambiente alimentare.

Occorre imparare a gestire l’ambiente circostante, anziché esserne vittime. Dobbiamo diventare soggetti attivi delle nostre modalità nutrizionali e oggetti passivi delle stesse e dell’ambiente in cui si mangia.

L’ambiente alimentare non significa semplicemente dove e con chi si mangia, ma è quel mondo, a volte assai variegato, che circonda la nostra modalità di mangiare. In quest’ottica, occorre individuare una serie di semplici “norme comportamentali”da attuare in modo sistematico, come dei compiti da fare tutti i giorni.

Abbandoniamo le regole scorrette e iniziamo ad usare quelle “sane”. Ora ne vedremo alcune, da attuare con calma, giorno dopo giorno, senza farsi prendere dalla fretta.
  • MANGIARE SEDUTI
Abituati a non mangiare di fretta in piedi, anche solo un semplice spuntino, ma siediti.
Deve essere una regola assoluta, da non disattendere mai. Mangiare seduti aiuta a smaltire la “voracità nutrizionale”, “l’aggressione verso il cibo”. Sedersi porta a recuperare una “calma nutrizionale”, premessa indispensabile al recupero di un concetto di sazietà e di soddisfazione organolettica nutrizionale.

  • MANGIARE IN CUCINA
Abituati a consumare i pasti nel posto destinato al loro consumo, evita di magiare nello studio, sulla scrivania dell’ufficio, davanti al televisore. Spezza la connessione ambientale, praticando un’alimentazione autogestita sempre in un contesto alimentare.

  • MANGIARE E BASTA!
Non occuparti di altro mentre mangi! Non si mangia leggendo, non si mangia guardando la tele, facendo le faccende domestiche, né mentre si prepara da mangiare per gli altri.
Mangiare è un’azione che ha una specifica dignità, da non mischiare ad alte situazioni comportamentali. Abbandona certe abitudini scorrette ormai divenute croniche e riacquisiscine di nuove, più positive.

  • MANGIARE CON CALMA!
Sforzati di prolungare il tempo destinato al consumo del pasto, abituati a mangiare lentamente, così da assaporare ciò che stai ingerendo, favorendo così il senso di sazietà.
Per percepire la sazietà il nostro cervello ha bisogno almeno di 20 minuti, cerca di far durare i pasti principali almeno per questa durata temporale. La ritrovata percezione del “gusto”, favorisce una visione del cibo sempre più sganciata da pulsioni emotive.

  • LASCIA SEMPRE QUALCOSA NEL PIATTO
Questo vi porterà ad acquisire la capacità di resistere alle tentazioni immediate…il cibo è li, davanti a voi, a portata di forchetta. Resistere al primo impulso, irrobustisce l’io sano a scapito dell’io obeso.
Inoltre lasciare un po’ di cibo nel piatto consente di uscite da schematismi anacronistici che spesso vengono usati per non mettersi a dieta: “ho mangiato gli avanzi dei bambini”, “mi dispiaceva dover buttare via il cibo”.
Fate la spesa in base alle vostre esigenze alimentari, è inutile accumulare in casa del cibo, alimenterebbe solo fuorvianti tentazioni.

  • FAI LA SPESA QUANDO NON HAI FAME, E SOPRATTUTTO QUANDO SEI SAZIA
Fare la spesa sotto tensione emotiva, o a stomaco vuoto, finisce con il far riempire il carrello di alimenti lontani dalle necessità. Cerca di essere pratica ed efficace. Metti nel carrello solo quello che prevede il tuo programma dietetico, lascia perdere le promozioni o gli sconti, a te non interessa risparmiare qualche euro, ma investire sul tuo processo di cambiamento.

  • MODIFICA L’ORDINE DELLE PORTATE
La verdura dovrà diventare la prima portata. Consente di scaricare la voracità e l’aggressività alimentare, immagazzinata nel corso della giornata.

  • AUMENTA L’INTERVALLO TRA IL DESIDERIO DI MANGIARE E LA SUA CONCRETIZZAZIONE
Soprattutto quando hai l’impulso di mangiare tra un pasto e l’altro, cerca di protrarre l’intervallo di tempo tra la comparsa dell’impulso e la sua soddisfazione.
Per riuscirci talvolta è necessario trovare dei modi per occupare altrimenti il tempo, quindi prendi l’abitudine di fare altro nel momento dell’impulso (telefona ad un amico, fai una doccia, innaffia le piante, leggi le mail, esci di casa e fai un giro per vetrine).
Più tempo passa tra il desiderio e la sua realizzazione, più imparerai a distinguare tra fame vera e fame falsa, cioè nervosa.

  • EVITA E PREVIENI I MOMENTI CRITICI
Se ti accorgi che determinati impulsi a mangiare compaiono sempre in certe fasce orarie della giornata o in determinate situazioni, cerca di prevenirli, attivando comportamenti alternativi. Stesso discorso per i cibi problematici a cui resisti con grande difficoltà, e che più facilmente possono indurti in tentazione. Evita di prenderti in giro da sola, evita i cibi “ no”, così come i luoghi “no” e i momenti “no”.

  • INQUADRA GLI AVVENIMENTI PROBLEMATICI IN GRADO DI CONDIZIONARE IL TUO COM PORTAMENTO NUTRIZIONALE
Possono essere di natura emotiva (noia, solitudine), o pratici ( assaggini vari metre cucini) o legati all’attività di studio e lavoro ( magi mentre studi in casa, mangi perché sei frustrata dalla giornata di lavoro).

L’insieme di questi suggerimenti può sembrarvi ovvio e lasciarvi indifferenti, oppure può svegliarvi dal torpore, rendendovi più responsabili nei confronti della vostra alimentazione e di conseguenza della vostra vita.

Continuare a ingrassare senza riuscire a perdere peso con continuità, finisce col diventare fonte di tensione emotiva, e si crea una sorta di circolo vizioso distruttivo che porta la persona a diventare completamente dipendente dalla dispensa e dal frigorifero.

Una dieta fatta senza consapevolezza non è sufficiente a migliorare la vostra vita, altrimenti dietro l’angolo c’è la ricaduta. Pensate alle tante diete già fatte in passato.

Non possiamo risolvere alcun problema senza un ruolo attivo, un impegno personale proficuo, che non si limita a singole regole nutrizionali restrittive, ma piuttosto ci guidi nella decisione coraggiosa di migliorare la nostra vita, il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri.

Il perseguimento di un’alimentazione corretta diventa un compito importante non solo per lo stato di salute del singolo individuo, ma anche per un armonico ed equilibrato sviluppo psicopedagogico della collettività.

La dieta comportamentale aiuta ad uscire da consueti schemi dietologici e di acquisire una nuova mentalità, un nuovo approccio al cibo, affinchè la dieta non venga più vissuta come semplice privazione nutrizionale, bensì come un “regalo”che la persona fa a se stessa, all’interno di un “progetto” di cambiamento.

La scelta è solo vostra!

2 commenti:

  1. ottimo articolo, mi piace molto come lo avete scritto, esprime molto chiaramente ciò che penso e sostengo da anni....
    lo pubblicizzo sicuramente ho almeno un paio di persone che dovrebbero leggerlo, così si sentono dire le stesse cose che vado blaterando loro da tempo, ma da qualcun altro, speriamo sortisca un qualche effetto.

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    1. ciao Barbara!!!
      siamo felicissime che l'articolo ti sia piaciuto, sopratutto speriamo che sia utile per le persone a cui ti riferisci! E' sempre difficile fare passare messaggi che possono sembrare un po' anticonvenzionali, ma bisogna tenere duro!!

      p.s. scusa il ritardo ma non avevamo visto il commento! un abbraccio
      Silly e Saby

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