mercoledì 30 maggio 2012

RAGGIUNGI L’OBIETTIVO FINALE CON LA DIETA COMPORTAMENTALE! TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE PER AFFRONTARE UNA DIETA CON CONSAPEVOLEZZA E SERENITA’



Migliorare la propria alimentazione significa migliorare il proprio modo di essere, di presentarsi agli altri, di vivere.Essere protagonisti della propria alimentazione significa essere protagonisti della propria vita.


La dieta comportamentale si rivolge a tutti coloro che non vogliono limitarsi a dimagrire, per poi ritrovarsi punto e a capo, ma vogliono capire cosa c’è dietro il proprio sovrappeso, e che desiderano affrontarlo in modo costruttivo, con pazienza, determinazione, e disponibilità al cambiamento.

Cambiare. Nella vita e nella testa.

Agire sul proprio modo di vedere le cose e sul proprio comportamento.
Seguire una dieta comportamentale significa cambiare il proprio stile di vita, per arrivare ad una piena autogestione alimentare.

lunedì 21 maggio 2012

SALUTIAMOCI:MANGIARE BENE PER STARE BENE


Ciao a tutti!!
Innanzi tutto vi chiediamo scusa per non essere riuscite a pubblicare il post della settimana scorsa..troppe cose da fare..ma finalmente eccoci!

Questa settimana torniamo a parlare di alimentazione sana e vi vorremmo presentare un’iniziativa molto carina che sta girando per la rete, indetta da alcune foodblogger: Brii, Lo, Stella e Cobrizo .

Siccome la nostra cara Valentina di cuochettainpuntadipiedi.com, ha partecipato con una ricetta gustosissima e sanissima, abbiamo pensato di dare il nostro contributo per fare conoscere anche al nostro pubblico questa bella iniziativa.

Si tratta di “Salutiamoci: mangiare bene per stare bene”, probabilmente alcuni di voi ne hanno già sentito parlare.

La sfida è cucinare qualcosa di buono, bello e soprattutto sano. Scoprire nuovi ingredienti, approfondire la conoscenza del rapporto tra cibo e salute, affinare il gusto, evitare scorciatoie industriali, sperimentare, rispettare l’ingrediente nella sua stagionalità.
Seguire le indicazioni dei medici che si occupano di prevenzione di tumori e altre malattie gravi senza mai pensare che questo sia mortificante e triste, anzi, al contrario, pensando che sia prima di tutto un atto d’amore verso se stessi e poi verso chi ci sta vicino e mangia quello che cuciniamo.”

lunedì 7 maggio 2012

RICONOSCI E SUPERA LE TUE FERITE EMOZIONALI CON I FIORI AUSTRALIANI


" I Fiori possono alzare le nostre vibrazioni e aprire i nostri canali per recuperare il nostro spirito, inondare la nostra natura con particolari virtù e lavar via da noi le colpe che le causavano. Sono capaci, come una bella melodia o un glorioso pensiero che dona a noi inspirazione, di porci il più vicino possibile a noi stessi, conferendoci pace e sollevandoci dalle sofferenze. Aiutano, non attaccando la malattia, ma sommergono il nostro corpo di intense vibrazioni, in presenza delle quali le malattie si sciolgono come neve al sole."
Edward Bach

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato delle ferite emozionali e ho riscontrato tanto interesse da parte di molti di voi, naturalmente questa cosa mi ha fato molto piacere!

Per questo motivo anche questo post sarà dedicato all’argomento delle ferite emozionali ma soprattutto all’utilità dei Fiori Australiani per riconoscere e superare le nostre personali ferite emozionali.

martedì 1 maggio 2012

RICONOSCI ANCHE TU LE TUE FERITE EMOZIONALI E RISCOPRI LA TUA VERA ESSENZA!


“Non c’è nulla di più profondo di ciò che appare in superficie” Hegel


Rifiuto, abbandono, ingiustizia, umiliazione e tradimento sono le 5 ferite che ci impediscono di essere ciò che siamo davvero, sono i 5 principali condizionamenti della nostra esistenza.


La psicosomatica ci dimostra come tutti i problemi di ordine fisico, emotivo, o mentale, derivino di fatto da queste ferite; grazie alla descrizione delle maschere che tutti abbiamo sviluppato per non vederle e non sentirle, e soprattutto per non conoscerle, riusciremo a identificare la vera causa di un disturbo preciso, per esempio l’estrema magrezza o l’obesità.
Quando il bambino viene al mondo è in tutto e per tutto dipendente dall’accudimento di un adulto, solitamente la madre.
Questa condizione genera in lui un’ istintiva propensione a garantirsi la sopravvivenza sviluppando l’attitudine dell’attaccamento verso coloro che gli possono garantire il soddisfacimento dei propri bisogni primari di nutrimento, protezione, accudimento e affetto.